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giovedì 20 marzo 2014

...da qui in poi è tutta un'altra storia....

Ciao a tutti/e,
vi chiederete chi fine io abbia fatto...o forse no.
L'ultimo post scritto risale a piu' di un anno fa ormai e forse è il caso che io spieghi perchè.
La vita spesso ti porta a dover fare delle scelte, difficili e indesiderate a volte, e così è successo a me.
A novembre 2013 ho finalmente raggiunto un traguardo importantissimo, la laurea. A 23 anni ci ritroviamo a chiudere un ciclo che dura da quando di anni ne avevamo 3 e andavamo tutte all'asilo. La scuola è finita e ora è il momento di rimboccarsi le maniche e trovare il proprio posto nel mondo, quantomeno in quello lavorativo.
Ho concluso il mio percorso di studi in una città come Milano, che di vita da offrire ne ha a quintali, nonostante per me, che vengo dalla costiera amalfitana, dal sole, dal mare , dal calore umano come valore imprescindibile, adattarsi all'inizio non sia stato semplice.
Voglio premettere che la voglia di andare via dalla cittadina dove sono nata l'ho sempre avuta, l'idea di visitare posti, di conoscere persone, culture, costumi diversi mi ha sempre affascinato.
Scoprire come si vive al di fuori del proprio mondo e scoprirsi curiosi credo sia la cosa piu' bella che esista. Decidere di lasciare fuori le paure e mettersi un paio di cuffie e perdersi senza prendere nemmeno troppi riferimenti è un'esperienza che mi ha sempre fatto sentire in pace con il mondo.
Da adolescente ho sempre pensato che avrei girato il mondo per poi tornare a casa, insieme ai miei amici, alla mia famiglia , che pur non essendo "classica", è comunque mia.
Ho sudato, ho lavorato molto, turni massacranti in ospedale per il tirocinio, mille esami in un anno (chi studia igiene dentale a Milano mi capirà), lezioni, prove intercorso, corsi elettivi, congressi, tutto per raggiungere uno scopo, nel miglior modo possibile.
Si sa che noi figli, per quanto possiamo sentirci ribelli siamo accomunati dalla voglia di non deludere i propri genitori, e io nello specifico ho sempre cercato di non deludere mio padre che mi ha mantenuto agli studi con sacrifici nemmeno troppo piccoli, per permettermi di essere "studentessa" nel miglior modo possibile, nonostante gli affitti al limite della rapina, le zucchine che per comprarne 3 spendi 3 euro e piu', che per due pizze sono 16 euro e che costa meno il protossido di azoto che una bottiglia d'acqua.
Ho sudato, ho avuto i miei momenti no, ho quasi ceduto, poi mi sono rimessa in piedi e entusiasta come non mai, quasi a pieni voti , ho finito l'università....da lì....sono stata forzata a conoscere il mio paese, e quello che ho visto purtroppo non mi è piaciuto.
Non sono mai stata amante di chi demonizza la propria terra, ma il criticismo realistico è una qualità per me imprescindibile.
Nessuno ti offre una prospettiva decente, in nessun campo, a qualunque età in Italia sei fuori mercato, non importa che tu sia valida...se non puoi metterti una minigonna lascia perdere. Annunci lavorativi che cercano UN'IGIENISTA con l'apostrofo...ma qualcuno vuole avvisare i dentisti che la mia facoltà è aperta anche agli uomini e non solo alle seguaci Minettiane?
Sono entrata in crisi, pensavo di non essere abbastanza, che forse non ero sufficientemente preparata, che forse gli altri erano piu' bravi di me ...e questo è molto possibile.
Ci tengo a precisare che parlo da privilegiata, mio padre è un odontoiatra, ma io non ho mai voluto essere quella con la poltrona sotto il sederino già pronta con il cuscino di raso.
Mi sono guardata in giro...ho fatto numerosi colloqui, ho lavorato e mi sono scontrata con la realtà dei fatti. In Italia funziona solo il "io c'ero prima...tu devi essere eliminata". Assistenti alla poltrona con 25 anni di carriera a fare dispetti come le ragazzine di 14, ambienti poco educati e professionalità sotto le scarpe.
Mi sono detta ok...forse sono snob, forse sono io che me la tiro...ora organizzo una riunione con i miei migliori amici e ne parliamo.
Mi sono resa conto, stilando l'elenco, e rabbrividendo nome dopo nome, che migliori amici con cui andarsi a prendere una birra non ce ne ho piu'. Sono andati via tutti. Australia, Gran Bretagna, Germania, USA, Canada....non è rimasto piu' quasi nessuno. Questo pensiero mi ha lasciata sconcertata. Tutti settori diversi, tutti con lauree diverse, tutti che si sono diversamente fatti il culo per poi essere costretti ad andare via. Andare via per vivere altrove, non è come fare il turista.Quando vai via, lasci un pezzo di te, lasci la tua casa, la tua gente, il tuo mondo e le tue sicurezze..e io...sto per fare lo stesso. Ci ho pensato, ripensato e straripensato e alla fine...tra il coraggio e la paura...ho scelto me.
Leggo e sento quotidianamente di gente che demonizza i ragazzi che stanno partendo, gente adulta che con i loro errori non ci ha permesso di crescere in uno Stato sano. Nessuno sembra prendersi la responsabilità di nulla, fanno a gara a chi gioca meglio a nascondino.
La democrazia è un concetto ormai in Italia superato e obsoleto, la meritocrazia non credo sia mai esistita, e tutto quello che rimane a noi giovani sono i bagagli.
Proprio oggi ho ascoltato quella canzone che ha spopolato a Sanremo, credo si chiami "nu juorn buon" che per chi non mastica il partenopeo...vuol dire un giorno buono. A un certo punto la canzone dice:
"questo posto non deve morire, il mio accento si deve sentire, la mia gente non deve partire...".
L'Italia non deve assolutamente morire ed è giusto che ognuno porti dentro le proprie radici ma non partire perchè? quali possibilità ci sono? probabilmente qualcuno risponderà "beh se non proviamo a cambiare le cose è inutile lamentarsi". Sono d'accordissimo, ma chi è giovane come me lo sa...qui di cambiare non ci è permesso, qui si eleggono governanti senza il nostro consenso, qui si svaluta il lavoro di una vita quando a 60 anni ti ritrovi disoccupato e non ancora pensionabile e una corda al lampadario ti sembra la soluzione facile e veloce...da egoisti? probabile, ma si sa che quando hai il cervello velato di dolore e vergogna..l'altruismo non è un'opzione da valutare.
La canzone procedeva dicendo "siamo la terra del sole e non la terra dei fuochi"...NO...NOI SIAMO ANCHE LA TERRA DEI FUOCHI. Perchè fare i patrioti per salvare la faccia non ha senso, perchè l'ostracismo nei confronti delle critiche non va bene, perchè il marcio va estirpato per poter piantare di nuovo qualcosa che cresca rigogliosa, perchè siamo la terra del sole ma sto sole sta tramontando troppo velocemente e il fuoco prende sempre piu' piede, perchè se vuoi partire e non vuoi lavorare con tuo padre sei una viziata che tanto se cade cade in piedi, o peggio sei un'ingrata perchè dopo tutti i sacrifici tu vai via e allora no...non mi sta piu' bene.
Io cerco di scegliere il mio futuro, voglio scegliere di capire come gira la' fuori, dove probabilmente sarà tutto uno schifo ugualmente, ma se non provi non lo saprai mai.
Voglio svegliarmi la mattina, mettermi una tuta e correre per hyde park senza la rottura di entrare in un parco e trovarci le macchine. Voglio poter andare al supermercato struccata e in tuta senza sussurri di ragazzette con il tacco alle 8 di mattina che vanno al supermercato con l'eyeliner a doppia mandata, voglio poter vedere i miei migliori amici che camminano per strada senza che nessuno li noti, senza i sussurri della gente che "ooooo guarda due ragazzi maschi che si baciano", perchè lì, a nessuno frega un cavolo di quello che succede nella tua camera da letto, e voglio camminare per strada e parlare con cinesi, messicani, africani e voglio imparare da loro tutto quello che posso.
Voglio mettermi alla prova, non dimenticando mai da dove vengo.
Dopo questo ritorno pesante che sa molto di sfogo e per cui vi chiedo scusa anticipatamente, tornerò a parlare di creme e rossetti giuro, e forse , scriverò dei post per aiutare chi come me vuole trasferirsi, nel percorso che bisogna intraprendere,  che considerare incasinato è un eufemismo.
Vorrei tanto che ci fosse un dibattito tra di noi nei commenti , vorrei davvero un confronto con persone della mia età e non...per capire come la pensate.
La canzone mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca, ma mi sono ripresa quando ho visto che su un muro , per strada, qualcuno ha scritto : "IT IS WHAT IT IS...BUT IT WILL BECOME WHAT YOU MAKE IT"....e non potrei essere piu' d'accordo con te...anonimo writer, che alla fine dei conti mi hai confermato che è giusto che , tra il coraggio di restare e la paura di andare via, io scelga me.

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